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Analisi Comunicativa Politica: Lega vs M5S vs PD
Marketing e Comunicazione

Analisi Comunicativa Politica: Lega vs M5S vs PD

Buongiorno a tutti,

oggi tratto un categoria comunicativa molto lontana dal mio core business, come ben sai, mi occupo generalmente di farmacie e di e-commerce ma nel percorso lavorativo mi è stato chiesto di analizzare la comunicazione social dei 3 più grandi partiti in Italia: Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

Non parlerò assolutamente di politica ma di come è cambiata la comunicazione dei politici attraverso i social, in particolare di Facebook.

In Italia, l’incontro politica-social è avvenuto quasi 6 anni dopo della media mondiale, in primis a iniziare a sfruttare l’online e il mondo web sono stati i grillini, seguiti da Matteo Renzi. Dal 2014 al 2016 sono stati loro i protagonisti assoluti del web-politics in Italia.

 

Movimento 5 Stelle

Il Movimento5Stelle è stato molto lungimirante e grazie alla Casaleggio è riuscito a canalizzare tutte le richieste come partito centrale, partito nel territorio (suddivisione regione-provincia) senza dare importanza o maggior rilievo al personaggio politico. Infatti molti politici del M5S sono diventati noti e conosciuti dopo le elezioni del 2018 vedi Luigi Di Maio, Fico, Toninelli e i loro ministri.  Eccezion fatta per Alessandro Di Battista, portavoce M5S.

M5S ha iniziato a far leva sulle persone più deboli e attivando la cosidetta macchina del fango e i complotti. Ricordiamoci la guerra dei novax, il presunto sistema bancario, le accise sulla benzina, big pharma e gli alieni. Nonostante molte cose siano state cancellate dal loro blog sono ancora ben indicizzate le parole chiavi.  Immagini e post da clickbait hanno reso popolare i M5S con una crescita esponenziale.

I M5S spesso sono elettori e persone giovani, spesso solo sognatori…infatti nell’ultimo anno puntualmente dopo 2 giorni, specialmente Di Maio ha rettificato le precedenti notizie dicendo “non si può fare” pian piano da paladini della legge e M5S sono ancora quelli che hanno perso (come presero) nella stessa velocità dei likes

 

Matteo Renzi – Luca Zingaretti e PD

Matteo Renzi, una volta diventato premier e da segretario è stato molto “centrico” sul suo personaggio politico. Infatti, ha aperto un blog, ha seguito gli esempi della politica estera e usa quotidianamente Twitter e molti comunicati stampa e notizie vengono ancor oggi su Twitter.  Matteo Renzi, o chi per lui, si è imposto come brand del PD.
Infatti più il brand Renzi aumentava il posizionamento più si indeboliva quello del PD, poi si sono equiparati dopo la sconfitta di Rendi al referendum, il quale già online aveva espresso molte perplessità. L’errore di comunicazione del referendum di Renzi, dove ha vinto il no, è che molti non hanno capito qual’era il quesito e gli eventuali guadagni perchè troppo articolato e non riassumibile in uno slogan come il referendum dell’acqua o del petrolio.

Il dopo Renzi, è stato un breve periodo buio fino all’elezione del nuovo e attuale segretario Nicola Zingaretti, è stato un po l’uomo della provvidenza sia nel campo politico che quello social. Ha vinto quasi con voto unanime e sopratutto meno brand ma più uomo.

Il differente modus di parlare con tono di voce pacato, rassicurante, autoritario al punto giusto e quell’aspetto da “padre di famiglia responsabile” è l’arma vincente di Nicola Zingaretti.
Renzi nelle interviste ha un tono di voce più alto, parla più veloce e forse abituato troppo nei dibattiti nel tribunale (deformazione professionale?) fintamente giovane e alla portata di tutti ha peccato di egocentrismo.

Zingaretti ha aperto la sua pagina Facebook nel 2016, ben curata, trasparente e con tanti gruppi annessi e sopratutto, ha preso la pagina del PD aumentando il brand PD, non in maniera veloce come Salvini ma usando algoritmi a lungo termine per il posizionamento.

La sua pagina pubblica negli orari di maggior react dei follower e durante la crisi di governo è stata immediata su tutto il fronte.

 

La Destra – Salvini e la Lega

Dopo il declino di Berlusconi, il centro destra non ha ancora un leader e Salvini non si è fatto pregare cambiando anche le regole della Lega, aprendosi al sud Italia e diventando un brand, come Renzi ma come un brand da discount.  Perchè brand da discount? Come i suoi post e i suoi concorsi “Vinci Salvini” hanno fatto apparire Salvini stesso un prodotto da lotteria e di poco valore…e sopratutto vittima di consumismo.

Salvini, ha iniziato ad condividere anche la sua sfera privata (nessun politico mondiale) ha condiviso le cosidette foto after-sex Elisa Isoardi oppure cambiare fidanzate come il calciatore e la velina di turno. Tutto molto usa e getta e da strillone anni 50.

Il concorso Vinci Salvini (come i concorsi da detersivo) , il tour Estate Italiana (come il cantante di turno), il giro sulla moto d’acqua, i 49milioni, hanno sfruttato Matteo Salvini come la carta igienica al bagno. Usando il più vecchio pricipio di marketing del “purchè se ne parli”

Ma è sempre una scelta esatta?

I profili social di Salvini riescono a pubblicare quasi 7 post al giorno, spesso con contenuti fallaci o di osannamento del personaggio, una schiera di fan quasi tutti pagati e gli hater (gestiti dalla sua stessa web agency) hanno fatto boom in una velocità super sonica.

Di ogni social è stato usato sempre il lato negativo, quello più dark e più losco per scavalcare classifiche, likes e haters..ma usando ban come i famosi 49milioni, il RussiaGate proibiti su tutti i social e bannati anche gli utenti che li citano.

Una vera e propria macchina da guerra informatica un po come in 1984 di Orwell.  Psicologi, sociologi si sono domandati come ha fatto ad avere cosi successo, ma la domanda bastava porla a chi lo fa di lavoro: ALGORITMI e studio di parole chiavi continuo e costante e cavalcando sempre la notizia e sopratutto inventarsi la notizia.

Spero di ricevere e generare un dialogo costruttivo per migliorare e confrontarsi.

 

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